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ARMANDO BISELLI – 15 giugno 1989

ARMANDO BISELLI – 15 giugno 1989

Non è semplice entrare nello spazio figurativo di Giovanna Bruschi, almeno per me, che, dopo una lontana familiarità scolastica, la ritrovo, ormai matura nella percezione e nel segno.
A guardare le sue cose, in una indagine antologica e attraverso una osservazione sensitiva e non certo tecnica, quale è la mia possibilità, se ne rileva immediata la spontanea inclinazione dell’artista, quale presenza che non si adegua al dato formalmente realistico e oggettivo dell’essere, ma che di questo partecipa unicamente mediante interiori attenzioni e ideali giustificazioni.
Rivedo ancora Giovanna sui banchi di scuola, piccola allieva discreta e riservata, ma pronta a recepire sapere e bellezza, così come le provenivano da quell’Istituto d’Arte perugino che essa frequentava e per il quale era vocata, secondo una percezione che conferiva un senso tutto suo alla rappresentazione del mondo che le si veniva delineando e alla raffigurazione di questo mediante un personale atto espressivo che quella scuola le forniva e per il quale essa era disponibile.
Attitudine, compenetrazione e artisticità che si sono poi consapevolmente evolute in lei negli anni trascorsi all’Accademia di Belle Arti di Perugia, durante i quali io persi di vista Giovanna Bruschi e che oggi rilevo Insegnante in un Istituto sperimentale e immersa in una intensa elaborazione artistica, sino a prodursi in Mostre personali e collettive, da cui conseguono costanti e numerose affermazioni, e ambiti premi, indubbiamente meritati.
Uno sguardo panoramico alle sue realizzazioni ( e sono tante e continue, in ogni senso, in ogni modo, in ogni capacità ) mi porta dentro una particolare atmosfera espressiva, ricca di
intonazioni, di indicazioni e di percezioni. Provo già una notazione tutta singolare nel modo strutturale con cui Giovanna sa esporre le sue attuazioni, così variate nel formato e nella disposizione, secondo una voluta intenzione attrattiva, tanto da suscitare allo sguardo una immediata e riflessa attenzione visiva e contemplativa. Ed è con questo primo invito estetico e contenutistico che mi avvicino naturalmente alla produzione di Giovanna Bruschi: sono acqueforti, con cui essa tende a instaurare un colloquio, vincolato a certi motivi determinanti del nostro modo di essere creature e valori spirituali.
C’è un incentivo di base che muove le sue stimolazioni e il suo segno: “Arte è amare” si definisce Giovanna in una sua presentazione, nel senso che tutto in noi proviene e si fa secondo Amore, una dimensione che dovrebbe significare e motivare la verità e la qualità del nostro vivere quotidiano. Questo le ha sinora suggerito alcune tematiche, che essa evidenzia nell’ambito di una specie di misura simbologica delicata ed essenziale, soffusa di emozioni e di stati d’animo, espressi attraverso un fiore, una foglia o uno stelo, o attraverso spazi e contorni, luci e penombre, vuoti e pieni che si armonizzano in un palpito che spesso va al di là della composizione, per indicare la perennità di certi valori.
A monte dell’artista non persistono elaborate teorizzazioni: una deduzione, una parola, una frase le sono sufficienti perché essa le possa sostanzialmente delucidare e le sappia quindi tradurre in una proposta estetica davvero complessa e raffinata. Ed è solo allora che posso gustare le sue acqueforti.
Guardate quelle sue invenzioni compositive, ovunque così prospetticamente esatte e cadenzate entro variazioni luministiche precise ed accurate, ed entro linee e volute abilmente mosse ed efficaci, tanto da conferire al motivo espresso una sicura gradualità intensiva ed una spiccata valorizzazione. E guardare quella sua particolare tecnica espressiva, così accuratamente partecipata ed elaborata, attraverso un segno grafico che, da una sua esplorazione microscopica minuta e penetrante, si apre e si dilata in suggerimenti decantati da chiari e scuri che accarezzano le forme in una loro autonoma creatività, o si dispongono secondo indicazioni figurative che si intrecciano in soluzioni capaci di maturare qualità estetiche e validità tematiche.
E tutto ciò si avvera sia nelle minuscole composizioni, così singolarmente precise ed evidenti, come in quelle a più ampio respiro, così in sintonia con l’intento voluto, tanto da bene evidenziare una esplicita esperienza tecnica e una recondita volontà ideologica, sempre così originalmente soggettive: aspetti che confermano le qualità dell’artista e le conferiscono il mio plauso e l’augurio di un sempre più fecondo e valido riconoscimento.

GIOVANNA BRUSCHI - Via Luigi Einaudi 19 06125 Perugia (PG) - 075 5847724 - 342 5752486 giovanna.bruschi@libero.it c.f. : BRSGNN45D41G478E -