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CARLO VITTORIO BIANCHI – 30 gennaio 1985

CARLO VITTORIO BIANCHI – 30 gennaio 1985

Giovanna Bruschi : un sapiente bulino dalla terra al cielo

E’ stato scritto che l’incisione è la più aristocratica e insieme la più popolare delle arti. Aristocratica per la concentrazione che per essa il processo creativo richiede. Popolare perché l’opera impone un’attenta lettura, con un oculato esame ravvicinato; vuole essere guardata così come si guarda la pagina di un libro, e il suo messaggio può moltiplicarsi perché ripetuta in più esemplari sia pure in numero limitato.
Nelle sue varie forme di xilografia, acquaforte, acquatinta, puntasecca ed altre raggiunge esiti vari di intensa suggestione. Bisogna inoltre tenere bene presente il fatto che nel momento in cui l’incisore traccia sapienti solchi con il suo bulino o la matita litografica sulla lastra metallica, sul legno o sulla pietra, egli deve avere ben presente davanti agli occhi quale sarà il risultato del suo operare ed è perciò su di un sogno che egli opera e non sul vivo. Egli traccia le sue linee e allarga le ombre con la cera e con gli acidi in vista di un’opera immaginata, che egli vedrà nel suo insieme soltanto alla fine.
A tutto questo pensavamo durante una visita nella bella casa – studio dell’incisore Giovanna Bruschi a Perugia.
Teche, pareti, tavoli sono colmi di un lavoro vastissimo che indica immaginazione fervida, ferrea autodisciplina, indomabile capacità creatrice che trae alimento proprio dalla operosità. La sua arte viene da lontano: da una vocazione anzitutto, maturata nelle aule dell’Accademia di belle arti di Perugia seguendo i corsi di pittura di Gerardo Dottori e, soprattutto, quelli di incisione di Diego Donati. Ben presto doveva prevalere in lei l’amore per l’incisione sostenuta dalla naturale disposizione per una “weltanschauung” filtrata nel crogiolo inesauribile della mente: un’arte di testa e di paziente elaborazione. Ella cominciò a guardarsi intorno osservando da vicino i fili d’erba, le foglie, i fiori, gli alberi. Fu questo il primo universo della sua rappresentazione figurale. Poi allargò lo sguardo intorno. Vide le antiche case contadine, gli alberi le colline, le nuvole. Le sue incisioni ebbero ispirazione dal paesaggio interpretato con vigoroso realismo. Dopo gli steli e le foglie ecco perciò il periodo dell’uomo e dei suoi segni sulla terra che gli dà il pane. Tra questi due mondi si colloca enigmatica l’immagine biblica di Eva dormiente mollemente distesa sulla fertile terra come grembo della specie, visione edenica del più nobile premio al coraggio battagliero dell’uomo. Questa di “Eva” è una grande incisione, la cui realizzazione al torchio ha richiesto sapienti accorgimenti esecutivi. Essa si pone come opera di prestigioso rilievo nella incisione contemporanea. Un’opera di vasto respiro e di grande poesia. Ma i temi di Giovanna Bruschi si sono poi allargati nei sentieri più vasti del pensiero e della fede. Con lineare rigore il suo bulino si è mosso lungo le tracce difficili della rappresentazione e speculazione teologica ricavandone misteriose immagini di raro vigore e nitore grafico. In questi temi la sua “Vis” creativa attinge al cosmico e al paranormale. Il segno grafico attinge a valori onirici e divinatori di dimensione astratta dentro un equilibrio formale dal quale l’incisore non può prescindere se non vuole perdere le connotazioni proprie del suo linguaggio.

GIOVANNA BRUSCHI - Via Luigi Einaudi 19 06125 Perugia (PG) - 075 5847724 - 342 5752486 giovanna.bruschi@libero.it c.f. : BRSGNN45D41G478E -