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MASSIMO DURANTI – 1 dicembre 1979

MASSIMO DURANTI – 1 dicembre 1979

Nel suo biglietto da visita Giovanna Bruschi ha scritto: “Arte è amare”, una definizione impegnativa, coinvolgente, che è decisamente in sintonia col suo modo di intendere il fare artistico. L’arte incisoria ha per lei ben pochi segreti, anche se non ha mai abbandonato una ricerca pignola e defatigante sulle tecniche e sui materiali.
Le sue acqueforti sono infatti perfette, pulite in ogni dettaglio. Ma sarebbe limitativo sottolineare l’aspetto tecnico, che pure ha richiesto anni di fatica e maestri quali Diego Donati.
I contenuti, la poetica più generale, che la Bruschi esprime nei suoi lavori si prestano ad almeno due interpretazioni. Da una parte l’abilità e la facilità di ritrarre realisticamente la natura la portano a realizzare composizioni di notevole effetto immediato, tessuto con chiaroscuri netti che promanano da trame di segni precisi ed impalpabili. Quando invece l’artista esprime sensazioni, stati d’animo, o vuole lanciare messaggi, la figurazione tradizionale viene progressivamente meno o, meglio, viene sintetizzata, amalgamata in palinsesti molto elaborati, fatti di luci e ombre improvvisi, al limite del surreale. Non c’è più allora descrizione, ma materializzazione di sogni, ricordi o di aspirazioni liberatorie recondite. E’ questo secondo aspetto che caratterizza il suo lavoro, che esprime una creatività corposa ed originale.
In “vortice”, del 1979 colpisce il senso della profondità che l’acquaforte riesce a dare, di solito, difficilmente; è una sensazione che coinvolge l’elemento naturale in primo piano, deformato da una forza occulta e violenta. Il sogno è indicato dalla scontornatura dell’immagine che in realtà è una sfocatura molto abile e discontinua di margini ideali.

GIOVANNA BRUSCHI - Via Luigi Einaudi 19 06125 Perugia (PG) - 075 5847724 - 342 5752486 giovanna.bruschi@libero.it c.f. : BRSGNN45D41G478E -